Ci sono immagini che funzionano più delle parole:
custodiscono nitidamente l’istante e la sua esatta temperatura.
giorni, le volte che si è inceppata, il silenzio che la precedeva o la meraviglia che lasciava sul rigo. Non raccontano i fogli appallottolati, la fatica di riscrivere, il coraggio di tagliare e il timore di rovinare tutto, vanificando quel momento intimo in cui l’idea si è accesa nel buio e — ora spedita, ora a passo di gambero — ha seguito le sue tracce.
Le immagini non mostrano la fatica; vanno oltre, e (mi) raccontano un generoso e fiero epilogo: sei giunta fin qui.





