Vorrei, nel mio piccolo, confrontarmi con lo scritto del filosofo Giorgio Agamben.
Così, a fronte del testo di Tucidite con cui inizia il suo articolo, vorrei
proporre due personaggi tratti da I Promessi sposi di Alessandro Manzoni.
Dal raffronto di queste due figure – Don Rodrigo ripiegato sul suo
terrore della morte e Padre Cristoforo a cui addolora la sofferenza e la morte
dell’altro, più che della sua - all'incredulità insita nella domanda del
Filosofo: Com'è potuto avvenire che un intero paese sia, senza accorgersene,
eticamente e politicamente crollato di fronte a una malattia?
E mi chiedo, di quale crollo stiamo parlando che non fosse già insito
nel vivere quotidiano? Chi -e lo sottolineo, CHI- di fronte una pandemia ha
riscoperto i tanti don Rodrigo che sciacallano allegramente ad ogni succulenta
occasione e, di rimando, i tanti Padre Cristoforo che ci rimettono le penne
perché incapaci di non tendere la mano al prossimo?
