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mercoledì 15 luglio 2015

Il Miele Amaro di Anna Maria Bonfiglio



Di questi versi, il primo sapore è la compiutezza: parole esatte, già soddisfatte di senso, ognuna al posto giusto. A usarne altre, seppure a  commento, il timore che non siano all’altezza. Non si può spargere indifferentemente prosa sulla buona poesia: per quanto la prima abbia canoni propri e l’intento di scandagliare - quindi, come dire, è già perdonata se priva di sublimità –, non può non raggiungere, o almeno sfiorare, la densità del libro di cui vuole raccontare.

Nessuno mai riesce a dare la misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle. La citazione - di Flaubert - se conforta me, che mi accingo a scrivere, potrebbe non valere per la Poesia e la Poesia in questione.