Quello di Angela caccia è un libro intessuto di partenza e ritorni, di preziose memorie che riemergono in un universo fatto di gesti e realtà minime, quotidiane: Le dita, così arrese ai braccioli/ toccandosi tornano ad affiatarsi/ e raccontano: ognuno è stata una nave/ nel giorno, ognuna all'altra torna porto.
L'autrice intraprende un percorso lirico che si snoda tra le innumerevoli stazioni e i porti dell'esistenza, attraverso “un paese di radici/divelte” Dove chi viaggia in queste terre ferite, tra stupore nostalgia, conosce un luogo primigenio a cui fare ritorno, “un’Itaca nel cuore”.
