La
recensione di Marco Furia, al di là dell’onore che mi rende la sua attenzione e
la sua penna, è una radiografia: mi sono sentita trapassare da uno sguardo
lucido, tecnico.
Nell’autorevolezza del risultato, tutto il mio compiacimento.
Con cuore amico e grato
Angela Caccia
UN FRUSCIO FEROCE?
Nell’autorevolezza del risultato, tutto il mio compiacimento.
Con cuore amico e grato
Angela Caccia
UN FRUSCIO FEROCE?
“Nel fruscio feroce degli ulivi”, ultima fatica
poetica di Angela Caccia, è un’elegante raccolta di versi in cui, non proprio a
dispetto dell’aggettivo “feroce” (su questo punto tornerò alla fine), la
serenità si distingue dalla coscienza.
Strano a dirsi, perché la serenità, di per sé, è
uno stato d’animo e, dunque, è coscienza.
Nel caso di Angela, tuttavia, tale stato d’animo
sembra quasi staccarsi dal resto, vivere una vita propria fino a divenire
oggetto di una poesia incline tanto all’esperienza quanto alla contemplazione.
La coscienza, intanto, pare quasi attendere,
nascosta dietro la scrittura: non si vede eppure c’è.
