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sabato 22 febbraio 2020

Camminamento n. 11 - Claudia Piccinno


CAMMINAMENTI

trincee o scavi, comunicazioni tra opere
fortificate e le immediate retrovie (… praticamente Poeti)


Camminamento n. 11 - Claudia Piccinno



La parola, e quella poetica soprattutto, è qualcosa con cui coprirsi quando ti sembra di aver perso la pelle, e sei esposta e sei fragile: nuda.

Così diceva Testori -l’ho ascoltato di recente in una sua vecchia intervista -, se non sai metterti a nudo, non vale la pena scrivere. Ma perché si decanta sempre e solo e tanta nudità?...

Chissà, forse -al di là del fatto che sia, comunque, una garanzia di autenticità, e questa, il salvacondotto per rendersi familiare al lettore-, restare nudi a sé e agli altri, è la crepa che più ci accomuna. Un capirsi attraverso -non tanto la parola in sé- quanto quel particolare scambio termico che si attua in quel preciso frangente. Uno spazio - un momento - in cui due nudità sono perfettamente sovrapponibili, dove tutti siamo uguali, tutti parliamo la stessa lingua, diamo ai silenzi lo stesso colore, un dire che si rivela un dirsi quando il lettore avverte la propria mano stringersi salda al quella del poeta … è la poesia di Claudia Piccinno.

A domanda, ha risposto ...