CAMMINAMENTI
trincee o scavi, comunicazioni tra opere
fortificate e le immediate retrovie (… praticamente Poeti)
Camminamento n. 11 - Claudia Piccinno
A domanda, ha risposto ...
La parola, e quella poetica soprattutto, è qualcosa
con cui coprirsi quando ti sembra di aver perso la pelle, e sei esposta e sei
fragile: nuda.
Così diceva Testori -l’ho ascoltato di recente in una sua
vecchia intervista -, se non sai metterti a nudo, non vale la pena scrivere.
Ma perché si decanta sempre e solo e tanta nudità?...
Chissà, forse -al di là del fatto che sia, comunque, una
garanzia di autenticità, e questa, il salvacondotto per rendersi familiare al
lettore-, restare nudi a sé e agli altri, è la crepa che più ci accomuna. Un
capirsi attraverso -non tanto la parola in sé- quanto quel particolare scambio termico
che si attua in quel preciso frangente. Uno spazio - un momento - in cui due
nudità sono perfettamente sovrapponibili, dove tutti siamo uguali, tutti
parliamo la stessa lingua, diamo ai silenzi lo stesso colore, un dire che si rivela
un dirsi quando il lettore avverte la propria mano stringersi salda al
quella del poeta … è la poesia di Claudia Piccinno.
A domanda, ha risposto ...
