Nel filmato, un’intervista a Padre Criveller nel corso del programma Frontiere dello Spirito dello scorso 17.5.2015.
Dopo aver letto “Il tocco abarico del dubbio”
Di Gianni Criveller
Mi si perdoni una necessaria premessa: non ho competenza di critica poetica. Scrivo soltanto le emozioni e i pensieri che le belle poesie di Angela Caccia hanno suscitato in me; confortato dalla stima dell’editore Alessandro Ramberti per qualsiasi cosa avessi avuto da dire.
Innanzitutto il titolo, Il tocco abarico del dubbio, inusuale e scelto senz’altro con ricercata cura. La ricercatezza linguistica, fatta di termini rari (come abarico, valva, piato, pizia, gheriglio, sciabordio, tramestio), o persino di neologismi (almeno credo che tali siano nuvolaglie, smagare, stellante, piantumare, spighino …) è una delle caratteristiche di questa raccolta. I termini difficili, che esprimono la fatica del rendere pensiero ed emozione in parola scritta, sono peraltro inseriti in un linguaggio prevalentemente familiare, quotidiano e naturale.
Immaginare i nostri aliti nel freddo
colorare pensieri informi
mendicanti di parole (54)
Torneremo sul linguaggio poetico mutuato dalla vita quotidiana.