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giovedì 1 giugno 2017

Vincenzo D'Alessio su Piccoli forse


Dal Blog di Farapoesia

Il testamento ardente e sincero di una voce stupenda



La raccolta di poesie che reca il titolo Piccoli forse scritta da Angela CACCIA è divisa in quattro parti: “La torre campanaria”; “Dal grande terrazzo”; “Dalle sughere e dalle pietre” e  “Da una casa sull’albero”, esse formano una parte del testamento terreno della poeta. 
Giunta alla maturità, la parola poetica chiede alla Nostra un posto immemore nell’esistenza e nella scrittura: magma cogente da troppi anni in viaggio verso la luce. 
L’io guerriero gareggia con la parola distendendola nelle diverse direzioni: l’amore verso sé stessa; l’amore verso la persona amata, i figli, i genitori; ora l’amore verso i luoghi e la memoria, il mare e l’energia che lo governa. 
Non è facile seguire il racconto che si snoda nel labirinto della mente poetica: raggiungere le forme reali da quelle volutamente inventate per allontanare l’avversaria che emerge e compare già nella seconda poesia a pag. 16: 

“(…) (fosse tua la perdita, o mia, mi abituo / a declinare la parola morte, denominatore / che non fa sconti a chi resta)”