Tratto dal blog Signora dei Filtri
La poesia sembra appartenere a un mondo che c’è già, ecco
il senso di quella lettera minuscola all’inizio di ogni lirica nella silloge Piccoli forse di Angela Caccia. Il poeta opera
un’azione di maieutica e tira giù le parole da dove esse vivono di vita
propria, da un altrove che è già iniziato prima che leggessimo.
Piccoli forse, dunque, piccole possibilità che si
traducono in poesie dedicate al padre, alla madre, all’arte, al poetare stesso,
inteso come bisogno incontenibile ma anche rifugio. Il
vizio di scrivere parole/è solo un mio punto di riparo. E ancora, affidarsi a un foglio/come a un ventre. La
poesia protegge e genera allo stesso tempo.
