Da POETI DEL PARCO
C’è una sorta di ossimoro nel titolo che esprime metaforicamente anche lo sguardo poetico e quell’attenzione alle cose, tipica di un/a poeta. Un alveare nel suo insieme non dorme mai, sembra assopito perché di notte o in particolari condizioni di tempo, le operaie non escono per raccogliere il nettare; eppure, al suo interno ci sono sempre api in fervente attività. Un po’ quel che accade nel mondo degli umani, anche in periodi apparentemente oscuri.
Così nella raccolta di Angela Caccia“…I ricordi non muoiono/ s’addormentano vigili/ Io so di lei/ la ricordo!…” in un dialogo di sguardi con una foto (forse della madre?) in uno “sparigliare” e nello “sciamare di presenze” ferve e si esplicita un mondo, pur nella quiete attenta dell’osservare e dell’osservarsi.
