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mercoledì 15 febbraio 2023

Una parentesi aperta nella linearità del tempo - nota di lettura di CLAUDIA PICCINNO


 

Conosco la scrittura di Angela Caccia e ne ho apprezzato tutte le precedenti raccolte ma in questa avverto la somma esistenziale della poetessa che si articola su due categorie principali il tempo “ un tempo straniero che cresce in petto” e la solitudine: temo la solitudine incolore.

Alcuni componimenti sono stati certamente scritti durante la fase pandemica e pertanto risentono dell'isolamento sociale: Tempi bui – meglio atterrare, dedicarsi alla cena, e ancora: la luna. Disegna la solitudine della strada e ci invita a : scongiurare solitudini in cattività, ma anche della profonda pausa riflessivo creativa dell'artista. Sì perché Angela non è solo poetessa, le sue mani hanno dimostrato un talento straordinario nel forgiare prodotti di porcellana e questo fa di lei un'artista a tutto tondo. Come giustamente fa notare l'amico Renzo Montagnoli in una sua nota di lettura, traspare in questa raccolta tutta una scala cromatica in sinestetico connubio col sentire della Nostra. Ma la mia lettura è stata profondamente attratta da questo dialogo muto e prepotente tra tempo e solitudine. Perciò leggiamo: è lei la luce che si staglia nel tempo che non c’è/  Si interroga la poetessa: quale tempo s’accorgerà che ce ne siamo andati?/Sentinella quanto resta del giorno?