CAMMINAMENTI
trincee o scavi, comunicazioni tra opere
fortificate e le immediate retrovie (… praticamente Poeti)
Camminamento n. 5 – Gabriella Bianchi
Letta per caso e amata subito perché, da subito, la sua poesia si fa dialogo e compassione: sovrapposizioni di ferite in un patire insieme.
Versi come particole che si sciolgono tra lingua e palato, un sapore a rilascio lento, tanto quanto basta a chiamare a raccolta le emozioni -che lo riguardano, che ti riguardano, in quel misterioso intreccio autore/lettore/testo.
Letta per caso e amata subito, mi chiedevo perché Poeti del genere debbano capitare per caso; perché gli attuali addetti ai lavori, quelli deputati a scandagliare la gramigna dal grano, si sono limitati a un benevolo sguardo: Gabriella non è dama alla corte di nessuno –oggi, per molti, è così: alcuni Poeti illustri si fanno feudo e appoggiano solo i loro cortigiani. Eppure, Mario Luzi -e qui parliamo di Autorevoli a tutto tondo-, in uno scambio privato, trova buone le sue poesie, un dettato fine e vibrante.
E ritorno amaramente alla citazione di Whitman: per avere grandi poeti occorre avere anche un grande pubblico – dove grande pubblico sta per onestà di cuore.
A domanda, ha risposto ...
