Le poesie della silloge L’Alveare assopito sono accomunate da una ricerca poetica, talora dolce talora più penetrante e incisiva di com-prendere la complessità dell’essere e dell’ex-sistere. Proprio come uno scambio di ruolo e senso tra la scrittrice e la sua ombra. Una complessità che diviene più intellegibile attraverso progressivi transiti dalla natura al sè, ai figli, all’altro da sè. Il gioco delle proiezioni psicologiche bene si con- fondono con le metafore dove la solitudine diventa distanza tra le stelle.
Cipriano Gentilino
* Mi piacerebbe per una volta srotolare l’ombra in avanti: fosse lei a pencolare il corpo La verità è che si entra indifesi nel verso ad ogni semitono il timbro di un sé disperso