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martedì 6 febbraio 2018

Una scrittura dalla forza magmatica - di Vincenzo D'Alessio



Angela Caccia scrive con forza magmatica. Questa è la prima fruibile emozione che giunge dalla lettura delle poesie della sua ultima raccolta Accecate i cantori, pubblicata presso l’Editore Fara di Rimini, quale vincitrice assoluta del Concorso annuale Versi Con-giurati, edizione 2017.

Si aggiunga, in seguito, l’aria che ha respirato e respira, oggi, attraverso gli occhi nell’antica terra di Calabria: colonie greche, affacciata sul mare che ha visto le traversate delle popolazioni provenienti dalle sponde care al poeta Ugo Foscolo.
Inevitabilmente tutta la presente raccolta, che ha radici nelle precedenti pubblicate, prende energie vitali dalla mitologia greca. 
Il primo mito è legato alla poesia eponima: “(…) a sera / nella camera oscura del ventre / ricomporre i minuti raccolti preziosi – poi – / ancora una volta accecate i cantori! / … che un po’ di futuro si faccia remoto” (pag. 26). Alla corte dei Feaci, dinanzi al re Alcinoo, Demòdoco (il cieco narratore) canta le gesta di Troia e di Odisseo, presente nella sala, risvegliandone la memoria sopita dal trauma della tempesta marina.