Una
piccola preziosa pinacoteca.
La
polpa di una poesia - locuzione, a dir
poco, barbara, per cui intenderei materia ed essenza insieme- sta nella
capacità del suo autore di far balzare, agli occhi del lettore, immagini dal
proprio blocco di fuliggine. Lo stupore -tanto e tale- di fronte quei pastelli,
riceve e accoglie come un intero sentimento più che un'emozione – forse, molto
vicino al sentimento creativo che ha animato il poeta. E non sono solo gli
occhi a trarre piacere: l'udito simula in sé quello schioccare di tendini, il tatto tocca la foglia di velluto sulla
pelle (pag.21), anche l’olfatto riceve doni (da pag.38)
Sparge per tutte le stanze
Le sue primavere:
primule nell’angolo oscuro
dell’occhio, i profumi dei prati
appena falciati agli specchi
