Un pensiero unico che si srotola su note ora allucinate e vaneggianti,
ora nostalgiche delicate. Oltre la bontà di una poesia limpida – indubbia la
generosità dell’autrice: particolarmente gravoso il carico emotivo per entrare
nella pelle del personaggio – la destrezza della Demi sta nel condurre il verso
sul filo di un pathos che oscilla dalla dolcezza estrema all’estremo
struggimento: è anche in questo “troppo”, sapientemente retto e mantenuto alto,
la bellezza del libro.
Un verso che fruga come una mano nel lettore e ne smaga gli angelismi e le melasse di una fede fiabesca. Se tutti i salmi finiscono in gloria, ogni gloria ha un calvario che non si può non soppesare - o peggio, dribblare - per potersi dire credenti consapevoli della propria fede
come la croce
che incontro sempre
nei rami dell’ ulivo
nel declivio del monte
al crocevia di un passaggio
messaggio sacro o profano che sia
Un verso che fruga come una mano nel lettore e ne smaga gli angelismi e le melasse di una fede fiabesca. Se tutti i salmi finiscono in gloria, ogni gloria ha un calvario che non si può non soppesare - o peggio, dribblare - per potersi dire credenti consapevoli della propria fede
come la croce
che incontro sempre
nei rami dell’ ulivo
nel declivio del monte
al crocevia di un passaggio
messaggio sacro o profano che sia
