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venerdì 26 maggio 2017

Maurizio Rossi su Piccoli forse



Dal sito Poeti del Parco 


I “grandi dubbi” fanno grandi i drammaturghi e le loro opere; i “piccoli forse” che accompagnano l’agire quotidiano, testimoniano una continua ricerca della verità nel fare e disfare ed un’attenzione a sé e agli altri, senza presunzione.
La raccolta “Piccoli forse” Lietocolle, 2017di Angela Caccia si può leggere come un lungo racconto di un cammino, dove ogni passo è ricerca d’un equilibrio nuovo, senza appoggiarsi a segni di interpunzione – ridotti all’essenziale – né ad altri segni grafici: il senso ed il suono d’ogni parola è dettato da una scelta accurata, frutto di un lavorare poetico paziente e intenso.
“Dalla torre campanaria”, “Dal grande terrazzo”, “Dalle sughere e dalle pietre”, “Da una casa sull’albero”: sono le quattro sezioni della raccolta, che si offrono al lettore come diverse prospettive da altrettanti “spaziotempo” ed evocano plurime sorgenti del fluire di vita e di pensiero.

Dalla torre Campanaria
nel vento una campana/ piccole note a pioggia/ una lingua di vocali piane/ il sorriso che sboccia lento// -poi tace- gioca di sponda/ un silenzio perfetto e tuona in petto”