CAMMINAMENTI
trincee o scavi, comunicazioni
tra opere
fortificate e le immediate
retrovie (… praticamente Poeti)
Camminamento
n. 3 – Fabrizio Bregoli
È poesia dalle
braccia tanto aperte quanto preoccupate nello sforzo di dedicare a quella
approssimazione il suo specifico abbraccio, lo conferma il
minuzioso svolgersi del pensiero nel verso, come a non voler far torto a
nessuno: un pittore fauves che dosa mirabilmente di colore il suo
pennello.
Se è vero
–parodiando Groddeck- che non è tanto il lettore, ma è il buon libro ad
analizzare noi, la produzione di Bregoli è una sorta di battistrada
ben conscia che l’umano avrà mille sentieri per giungere a meta, ma la sua
poesia è tra le strade più luminose.
È una chiusa che scrivevo a gennaio dell’anno scorso,
presentando, con mie parole povere, il suo ultimo libro, Zero al quoto. Poesie che affascinano, tanto corpose quanto eleganti.
Sua particolarità -o solo una mia sensazione-: a leggerlo si è come risucchiati
da un pensiero che si srotola calmo, lineare, luminoso -e chiamo a prova anche
questa breve intervista - fino alla fine quando anche tu, lettore, ti ritrovi
nella stessa postura del Poeta: ripiegato, su te stesso, a mettere ordine le tante cose che sono balzate dall’anima
A domanda, ha risposto ...
