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lunedì 13 maggio 2019

Camminamento n. 3 - Fabrizio Bregoli


CAMMINAMENTI

trincee o scavi, comunicazioni tra opere
fortificate e le immediate retrovie (… praticamente Poeti)

Camminamento n. 3 – Fabrizio Bregoli




È poesia dalle braccia tanto aperte quanto preoccupate nello sforzo di dedicare a quella approssimazione il suo specifico abbraccio, lo conferma il minuzioso svolgersi del pensiero nel verso, come a non voler far torto a nessuno: un pittore fauves che dosa mirabilmente di colore il suo pennello.
Se è vero –parodiando Groddeck- che non è tanto il lettore, ma è il buon libro ad analizzare noi, la produzione di Bregoli è una sorta di battistrada ben conscia che l’umano avrà mille sentieri per giungere a meta, ma la sua poesia è tra le strade più luminose.
È una chiusa che scrivevo a gennaio dell’anno scorso, presentando, con mie parole povere, il suo ultimo libro, Zero al quoto. Poesie che affascinano, tanto corpose quanto eleganti. Sua particolarità -o solo una mia sensazione-: a leggerlo si è come risucchiati da un pensiero che si srotola calmo, lineare, luminoso -e chiamo a prova anche questa breve intervista - fino alla fine quando anche tu, lettore, ti ritrovi nella stessa postura del Poeta: ripiegato, su te stesso, a mettere ordine le tante cose che sono balzate dall’anima

A domanda, ha risposto ...