Una estesa vivacità morfologica che si aggrappa a lumi di luna
per farsi poesia
Realtà,
immaginazione, odisseici spazi, odeporici sperdimenti, incontri e distacchi;
tutto ciò, insomma, che fa della vita un gioco doloroso, inquieto, gioioso,
anche, ma pur sempre avvolto da un dubbioso velo di mistero. Dalla realtà alla
verità, la direi questa mia esegesi sulla plaquette di Angela Caccia; un
tragitto incommensurabilmente lungo, il cui traguardo è di difficile
conseguimento considerando l’esilità delle forze umane nell’ambire a quella
luce che squarcia la tenebra di un orizzonte senza limiti. Zeppo d’incognite:
(…)
Sai di strada
ora polline
ora spora di
soffione
scavi tra le pietre
frughi ancora
tra le radici
un altrove il
cammino
dubbia la meta
e sempre quel gusto
netto:
da sottili
geometrie di sillabe
cade una tua
carezza e ti sembra
di toccarle le
parole (Geometrie).
