Di tutto restano tre cose: la certezza
che stiamo sempre iniziando, la certezzache abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di
finire.
Pertanto, dobbiamo fare: dell’interruzione, un nuovo cammino, della caduta, un
passo di danza, della paura, una scala, del sogno, un ponte, del bisogno, un
incontro. (F. Pessoa)
Il
poeta, più di chiunque altro, conosce il senso della precarietà -lo combatte,
ci lavora, di fondo dannazione e salvezza. Dio solo sa quanto il suo scriverne
sia un modo come un altro di attraccare al sicuro, di scansare la tempesta.
Ecco allora che Urano è la nostra casa sull’albero che, causa forza maggiore, deve rimanere -almeno- a 10 minuti da
noi: sospesa, quanto basta, dalla terra -qui il quotidiano non dà tregua:
inghiotte e omologa; sospesa anche dal cielo e, anche qui, quanto basta per
gustarne la solitudine e allargare, nel segreto, le proprie ali
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Mi sveglio: vesto come sono apro
l’armadio
Del futuro
affido
al cassetto la notte sospendo allo
specchio
l’affanno delle scale
le mani stanche, lo
sguardo della nostalgia
la
certezza di aver sognato il sudore dell’anima
