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domenica 5 febbraio 2023

Sul margine di Maria Allo

 


      Mi convinco sempre più che una nota di lettura -o recensione che sia - non è altro che il tentativo di trovare il bandolo di fili sospesi ma solo apparentemente.

Di fatto, sono tenuti insieme da una parola, riflesso che assomma un passato più o meno recente; una parola chiave che li lega e che si ripropone, in modo più o meno inconscio, come un mandala dalle tante sfaccettature.

 Trovarla – così come sbagliarla o eluderla – è affare di vissuto: quanto quei versi leggono chi li legge, dove lo rimbalzano, chi, tra poeta e lettore, è avanti o indietro di un passo nella vita.

 Certo, la scrittura in genere è la volontà di mettere tutte le carte in tavola e tentare di fare chiarezza, o per dirla con le parole del Nobel Annie Ernaux  la mancanza di senso di ciò che si vive nel momento in cui lo si vive moltiplica le possibilità di scrittura.  E forse sarà una prerogativa del poeta – e di Maria Allo –quella di sapersi dare coraggio, trovare le parole giuste a consolarsi e, così, implicitamente, concedersi il tempo di adattarsi all’ostacolo (da pag.23)