Cara Angela,
mi sono
immerso in una lettura che potesse avere anche le caratteristiche di un
colloquio in lontananza con le tue immagini e le tue tante filosofie itineranti
e non.
E sono rimasto
a chiedermi del perché dei tanti perché disseminati tra i tuoi versi, fino a
quando non ho letto l’ultima poesia, tra le più toccanti e vere (Noi l’aurora), che poi ha dato pure
titolo e significato alla raccolta.
Tanti meglio
di me, i critici di cui brulica la nostra penisola sommersa, diranno di questa
tua raccolta o meglio di queste tue raccolte diversificate che portano ad un
giro d’immagini e parole davvero ricche di profonde considerazioni. Si viaggia,
sorpresi e rannicchiati, all’interno del tuo io che spazia ora all’interno di
te stessa ora tra i vari cosmi delle tue peregrinazioni o meglio voli
introspettivi.
C’è, in questo
tuo andare nella vita, la forte consapevolezza della non conoscenza dei tanti
misteri dell’essere nei secoli, ora appannati ora arricchiti da sorprendenti
risvegli. Come se ognuno poi possa essere parte di un essere cosmico frantumato
appositamente da un Essere più in alto e quindi perciò poter tutti insieme
divenire “frammenti d’Universo”.
