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mercoledì 3 maggio 2023

Concentrati sul cromosoma celeste di MIRIAM BRUNI


 

Sono consapevole del rischio che corro: una raccolta composta esclusivamente di poesie-preghiere potrebbe allontanare una certa tipologia di lettori, ma il mio scrivere e poetare segue un filo d’oro (direbbe Daniel Lumera) di cui ho deciso di fidarmi, pur senza vederne le estremità. Gli ho dato accoglienza e ascolto fin da ragazza, come rispondendo a una vocazione trasmessami sul blu del mare e del cielo, dove nulla puoi verificare un attimo dopo che venti o nubi vi abbiano scritto arcani messaggi. […]

Il luogo dell’individuo è la società, ma il luogo della persona è un intimo spazio, scriveva Maria Zambrano in “Persona y Democracia”.

 

Da questo luogo vi parlo.

Buon viaggio nel mio viaggio

 f.to L’autrice: Miriam Bruni

    Sono state queste parole a convincermi e scrivere sul nuovo libro della Bruni, Concentrati sul cromosoma celeste - le poesie e la sua poetica, del resto, le apprezzo da tempo. Parole che hanno solleticato dubbi e persuasioni – anch’io cattolica e anch’io in preghiera, sono credente, in parte, nella cifra indicata da Mons. Bruno Forte “il credente è un ateo che ogni giorno si sforza di cominciare a credere” e, in parte, nella personale rettifica della stessa citazione “il credente è un ateo che ogni giorno si convince e, allora, ri-comincia a credere”. Lo sforzo a cui richiama Mons. Forte sarà la fatica di mettere da parte la razionalità e acconsentire e concedersi di riconoscere verità anche nell’inspiegabile.

È quello che ha fatto Miriam Bruni in questo luminoso libro di umanità e fede, due connotati inscindibili per chi osa, trema e abbraccia il proprio “io credo”.

 

Tutto, Signore, ti offro

 

Tutto, Signore, ti offro

di questa scacchiera

 impazzita: le ore,

 la derelizione,

 e queste mie forti paure.

 Tutto, Signore, ti apro

 dentro il mio liquido cuore,

 che smuove, che sugge,

 che vuole – senza sapere

 per quanto o sin dove...!

   E che sia una libro di preghiere – non importa se di lode, invocazione o ringraziamento – non è tanto l’autrice ad affermarlo, ma la sostanza di ogni lirica: la tendenza a vuotare l’anima, fare spazio interiore per riempiersi di Lui