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Arte Insieme
Il titolo mi ha lasciato un po’ perplesso, poiché sono abituato a
riconoscere negli ulivi, nelle loro forme contorte dovute anche alla forza del
vento, un albero che nel dimostrare l’attaccamento alla vita infonde anche un
senso di serenità, di pace. Come può essere allora feroce il fruscio di queste
foglie, sospinte magari anche da una folata impetuosa? Ma la domanda che mi
sono posto è sbagliata e leggendo le poesie che compongono questa silloge ho
capito il perché, e di questo intendo parlare, discettando sul significato di
quel feroce fruscio che è poi un
compendio sintetico del pensiero di questa autrice.
Uomo e natura, ma anche natura e uomo, un essere vivente che ne è
parte integrante, immerso nella stessa, regolato al pari di alberi, fiumi e
perfino di inerti materiali come i sassi da una legge perfetta, per noi del
tutto incomprensibile e che perciò ci intimorisce.
E’ per questo motivo che il fruscio diventa “feroce”, quasi
apocalittico, con la speranza tuttavia che questo vento ci possa essere amico e
di motivi di dubitarne ce ne sono parecchi, visto come l’uomo si atteggia a
essere superiore e perfetto, oltraggiando la natura stessa.
