giovedì 31 gennaio 2013

Linee guida per il voto





Giunone, sorella e moglie gelosa di Zeus, suggerì a Semele, la mortale di cui il dio si era innamorato, di chiedere a Zeus di svelarle il suo volto. Giunone sapeva bene che, essendo Semele una mortale, non avrebbe potuto reggere allo splendore divino. Così Zeus si palesò a Semele e questa restò incenerita.

La verità si può solo sfiorare non possederla, intravedere non contemplarla. Disvelamento la chiamavano i Greci: una sorta di burka avvolgerebbe la verità, nascosta a quanti non sono preparati ad accoglierla – i discepoli di Pitagora osservavano un silenzio e un ascolto di 5 anni, prima di poter vedere e ascoltare il Maestro -, e protetta dai malintenzionati.

Come distinguere allora il latore di scintille di verità dal cialtrone?

Per Socrate l’oggetto ultimo dell’amore è sempre la verità: non basta, quindi, che la parola sia innamorata e persuasiva, ma è necessario che sia parola “RESPONSABILE” affinché sia vera e veramente innamorata.

E’ facile capire la portata del virgolettato se si risale all’etimo: è parola responsabile quella parola che è in grado di rispondere – perché già in passato “ha risposto” - di ciò che promette ed enuncia, che si impegna ad attuare quanto dice e sa rendere ragione di sé, anche e soprattutto a costo di sacrificio e rinunce.

Ricordo in proposito una telefonata. Da super chioccia, adoro le coccole filiali, ma sto e metto in guardia: ‘ti amo’ è un verbo d’azione,  è allora che acquista valore e significato

Alla cornetta il rampollo n. 2
- Posso dirti oggi che ti voglio bene?
- Beh, potevi dirmelo anche ieri se è per questo …
- Certo, ma oggi lo dico come piace a te: ho superato l’esame di biochimica!