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domenica 26 aprile 2015

Orme intangibili di Alessandro Ramberti


La tristezza ha un suo linguaggio, ma ci sono tante forme di tristezza alle quali il linguaggio si modula, amplificando o minimizzando il suo volume e, quindi, il suo porgersi. La gioia no, la gioia è sempre un dirompere che, a volte, precede la felicità e l’insito senso di gratitudine che la desta: la prima, la gioia, pare sia più duratura, una musica in sottofondo che pregna ad ogni nota; la seconda è la vampata di un fuscello. Nel libro di  Alessandro Ramberti si tocca subito la gioia. Sentimento che si percepisce solido, consolidato da una radicale speranza/possibilità che, di volta in volta, perde – e avrà perso - molte battaglie, ma non ha dubbi sull’esito della guerra

Perché questo contendere e lottare
Questa inquietudine continua questa
Volontà di procedere e agire
Senza potere nulla conservare?

(Fiducia è sempre ascolto)

Io posso valutare se fermarmi
O fare avanti indietro sulla soglia:
il paradiso è un varco da scoprire
né il male che mi insidia può annullarmi:

(il seme dà il raccolto)