La tristezza ha un suo linguaggio, ma ci sono tante forme di tristezza
alle quali il linguaggio si modula, amplificando o minimizzando il suo volume
e, quindi, il suo porgersi. La gioia no, la gioia è sempre un dirompere che, a
volte, precede la felicità e l’insito senso di gratitudine che la desta: la
prima, la gioia, pare sia più duratura, una musica in sottofondo che pregna ad
ogni nota; la seconda è la vampata di un fuscello. Nel libro di Alessandro Ramberti si tocca subito la gioia. Sentimento
che si percepisce solido, consolidato da una radicale speranza/possibilità che,
di volta in volta, perde – e avrà perso - molte battaglie, ma non ha dubbi
sull’esito della guerra
Perché questo contendere e lottare
Questa inquietudine continua questa
Volontà di procedere e agire
Senza potere nulla conservare?
(Fiducia è sempre ascolto)
Io posso valutare se fermarmi
O fare avanti indietro sulla soglia:
il paradiso è un varco da scoprire
né il male che mi insidia può annullarmi:
(il seme dà il raccolto)
Perché questo contendere e lottare
Questa inquietudine continua questa
Volontà di procedere e agire
Senza potere nulla conservare?
(Fiducia è sempre ascolto)
Io posso valutare se fermarmi
O fare avanti indietro sulla soglia:
il paradiso è un varco da scoprire
né il male che mi insidia può annullarmi:
(il seme dà il raccolto)
