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martedì 6 febbraio 2018

Ipotetico approdo di Claudia Piccinno




Qual è in assoluto il senso della vita? … non c’è domanda più assurda! Il malcapitato destinatario viene gettato in mare alto senza ciambella. Rabbercerà una risposta, di solito la più conforme al momento allo stato d’animo al tratto di vissuto e di vivenza che percorre: altrimenti detto, non esiste una risposta univoca.

Così per la poesia. A chiedere ad un poeta perché ne scriva o cosa sia per lui la poesia, balbetterà qualcosa o risponderà prontamente con un po’ di buona roba intelligente e preconfezionata (abbiatene pietà!... non vuole deludere nessuno né è colpa sua se non lo sa; se scrivere un verso che sente impastarsi in bocca nel cervello e irradiarsi dal petto, è atto più vicino ad un automatismo una sorta di istinto animale da soddisfare -o giù di lì-, che all’attuazione di un progetto).

L’incipit è una (mia) spiegazione - conseguenza stimolo interpretazione- al titolo del libro di Claudia Piccinno: “Ipotetico approdo” Mediagraf Edizione 2017. Anche quello, il titolo, ha -o dovrebbe avere- il suo specifico peso in un libro di poesia: è una chiave di lettura il leitmotiv, comunque, il primo passo verso pagine dove si srotola un cammino aggrovigliato che cerca di districarsi