Vorrei
motivare la presentazione del mio libro nell’ambito di questo convegno, motivazione che non
si esaurisce in quella più lampante - il mio libro è
voce di donna.
Qualcuno ha detto che l’unica acclarata differenza su questa terra non è
geografica, di religione o razza, quanto quella uomo/donna: due universi
complementari con connotazioni distinte, per lo più non esclusive dell’uno o
dell’altro.
Tra
le tante, quale la connotazione squisitamente più femminile anche se non
esclusiva?
Quando
il mio editore, Alessandro Ramberti, - mi sia concesso un inciso ed un augurio
agli scrittori presenti in sala: che possiate incontrare Editori come il mio, seri,
professionali, competenti - mi ha chiesto notizie biografiche da cui
estrapolare un sunto che mi rappresentasse, ho avuto, come tutti, qualche difficoltà:
non è detto che la visione che abbiamo di noi corrisponda alla verità, molte
cose ci vengono svelate, nel tempo, dalla visuale che l’altro ha di noi, da un
io che dall’altro rimbalza e a noi si rivela e ci svela. La certezza di
descriversi e porgersi per come si è, è pura illusione.