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domenica 21 aprile 2013

Foto del convegno Lions del 14.4.2013


Prof. Nicolino Aiello, delegano di Zona Lions in sede


Dott. Santino Caccia, Presidente Lions Crotone Marchesato

Intervento di Davide Zizza al convegno Lions del 14.4.13




Uno dei più grandi filosofi dell’esistenzialismo spagnolo, Miguel de Unamuno, disse che la filosofia è più vicina alla poesia che alla scienza.
Vorrei quindi partire dall’idea di pensiero connesso alla poesia per descrivere la raccolta di Angela Caccia Nel fruscio feroce degli ulivi. Il pensiero perché venga comunicato deve vestire un abito, deve essere tradotto e il linguaggio, si sa, è la sua migliore traduzione. Il linguaggio fissa il pensiero. Il linguaggio è il suo recinto, non in senso limitativo, ma nel senso che dona stabilità. Il recinto mi evoca il termine ebraico “pardès” che significa appunto recinto, e da cui deriva il nostro paradiso. Quindi il paradiso del pensiero è la poesia. Pardès-paradiso. E lo spiega bene la poetessa in due passi.

È campo di battaglia il foglio
se cerco di dare il nome a un dolore
implode
s’appanna la parola
dalla gola sputo il verso
poi tutto s’acquieta

ti trascino il mio vento
e ne cerco il colore quando
fruga convulso tra le foglie

giovedì 18 aprile 2013

Da Il Quotidiano del 16.4.2013


Si ringrazia la Casa editrece Fara nella persona di Alessandro Ramberti per i suggerimenti e i validi consigli. Il 23 giugno a Fonte Avellara si terra' un convegno di tre giorni, organizzato dalla stessa casa editrice, sul tema "la scrittura felice" al quale partecipero per parlare, tra l'altro, del mio nuovo libro.

lunedì 15 aprile 2013

Il mio intervento


Vorrei motivare la presentazione del mio libro nell’ambito di questo convegno, motivazione che non si esaurisce in quella più lampante - il mio libro è voce di donna.

Qualcuno ha detto che l’unica acclarata differenza su questa terra non è geografica, di religione o razza, quanto quella uomo/donna: due universi complementari con connotazioni distinte, per lo più non esclusive dell’uno o dell’altro.

Tra le tante, quale la connotazione squisitamente più femminile anche se non esclusiva?

Quando il mio editore, Alessandro Ramberti, - mi sia concesso un inciso ed un augurio agli scrittori presenti in sala: che possiate incontrare Editori come il mio, seri, professionali, competenti - mi ha chiesto notizie biografiche da cui estrapolare un sunto che mi rappresentasse, ho avuto, come tutti, qualche difficoltà: non è detto che la visione che abbiamo di noi corrisponda alla verità, molte cose ci vengono svelate, nel tempo, dalla visuale che l’altro ha di noi, da un io che dall’altro rimbalza e a noi si rivela e ci svela. La certezza di descriversi e porgersi per come si è, è pura illusione.