CAMMINAMENTI
trincee o scavi, comunicazioni tra opere
fortificate e le immediate retrovie (… praticamente Poeti)
Camminamento n. 9 - Alessandra Corbetta
Linearità del pensiero in un dire naturalmente poetico è quanto abbacina nel verso di Alessandra Corbetta. L’avverbio vorrebbe sottolineare un dire semplice che non significa facile – s'avverte l'impronta di nomi grandi della poesia, che omaggiano ancora la Nostra, di un loro fruscio - e immediato che non vuol dire impulsivo -ogni parola è soppesata con un sguardo al senso e l'altro alla nota. Un travaso -riuscito- da/ad anime ricettive, non per forza in sintonia, ma disponibili a farsi abbraccio e abbracciare.
È poesia che ha il suo dilucolo nella millesima parte del frammento di un sé, un lento e leggero crescendo, un procedere a mo’ di sussurri, per poi svelarsi in un riflesso che appartiene anche a noi che la leggiamo, come se, finalità del verso, fosse quello di cancellare i due ruoli -autore e lettore- lasciare entrambi senza più pelle, ognuno dinanzi la propria emozione.
Una visione dall'alto, o forse, da altro: un guardarsi e leggersi e, soprattutto, tradursi; il tutto da svariati punti di visuale, tanti quanti sono i crocicchi dove questa abile Poeta si sofferma e ci fa dono di sé.
A domanda, ha risposto ...
A domanda, ha risposto ...
