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sabato 4 luglio 2015

Migrando di Giulio Gasperini



Il libro in questione, e fin dalle prime liriche,  evoca la figura di Don Tonino Bello. Non tanto perché il Vescovo di Molfetta abbia scritto fiumi di parole sullo stesso tema – extracomunitari, poveri, emarginati - quanto per il pathos: lo stesso!
 Anche qui troviamo una sorta di immedesimazione: l’autore, Giulio Gasperini, con un dire limpido e secco – qualità che esaltano il verso acuendone la tragicità -, a tratti racconta, a tratti “si” racconta calandosi nella figura del migrante; condizione per la quale, e grazie alla quale, ogni verso trasborda di compassione: quell’immenso peso di lacrime che si regge insieme.

E il peso che si sobbarca il Nostro, è il peso del Poeta che sa – deve - rivivere sulla propria pelle la stessa odissea perché la corrente poetica giunga a meta, passi da anima ad anima, dall’autore al lettore:

Ma non so la differenza – ogni porto è
come casa, non cambia mai la mia partenza. Pag 13 - Mare nostrum