sabato 20 luglio 2013

Una poesia "educata" - recensione di Guido Passini




“Nel fruscio feroce degli ulivi” è la prova evidente della crescita poetica di Angela Caccia. Un viaggio nelle sue poesie che lascia ampi stralci di riflessioni. Una poesia efficace che giunge al lettore in maniera semplice, pacata, oserei dire anche “educata”. Questo quasi in contrasto con il titolo scelto, che a mio avviso è vincente. Angela sceglie un’immagine importante: gli ulivi. I significati di questa pianta sono molteplici, ma nel caso di Angela Caccia lo vedo come simbolo della rigenerazione, perché dopo la distruzione operata dal diluvio (un dolore intenso), la terra torna a fiorire. E' come se oltrepassasse la realtà di un dolore, più o meno importante, più o meno vicino, l’autrice trova la strada per rigenerarsi e continuare nella sua crescita. Al tempo stesso mi piace abbinarla alla pace, quella con se stessi ma anche quella che ci riconcilia con Dio.

Ho apprezzato la spiritualità della poetica di Angela ma ancora di più ho apprezzato i significati molteplici che il lettore può dare alla lettura.  Ho deciso di affrontare la lettura in maniera differente da quello che forse era l’intento dell’autrice: “biblico”. Per questo motivo leggo il Monte Tabor non come il monte in cui avvenne la trasfigurazione di Gesù, ma come una salita all’interno del nostro essere, da cui si rinasce. Leggo la Trasfigurazione come il cambiamento di Angela, il modo di presentarsi in maniera diversa e mi piace pensare che la poesia del cambiamento sia rappresentata dal testo che più mi ha colpito per le emozioni che riporta, per la dolcezza dei versi e per il sentimento espresso: “Gli occhi negli occhi”, “Sono qui, sono tornata da una tale pena, vorrei dirgli. / Ho con me la poesia di questo figlio…/ lo sfioro con l’indice ed è come toccassi i petali di un papavero.”

Mi chiedo quindi: Come mai questo fruscio feroce degli ulivi? Gli ulivi rappresentano qualcosa di buono, al contrario forse dell’aggressività del “fruscio feroce”, poi mi sono fermato a riflettere, a osservare la vita a ritroso, e concordo pienamente. Ogni cambiamento nella vita vissuta giunge sempre fragorosamente, mai in silenzio, mai senza che tu possa accorgertene. Ogni volta che reagiamo, vinciamo un dolore, almeno nella nostra anima qualcosa avviene … e nel caso di Angela, che considero una donna forte umanamente parlando, una persona che sa il fatto suo e sa dove collocarsi nel mondo di oggi, lo fa con il giusto piglio “feroce” di chi affronta ogni passo della vita con intelligenza e passione. Proprio come affronta la sua poesia.

Vorrei terminare questo mio pensiero prendendo spunto da un passaggio di Davide Rondoni nella prefazione di “Nel fruscio feroce degli ulivi”, “Lei sa per esperienza d’impegno personale che la poesia non è un bene provato”, per questo ringrazio Angela di aver condiviso con noi la sua arte …. chissà fosse rendendoci anche un po’ migliori …