sabato 27 aprile 2013

Conosco l'autrice riconoscendo me stessa - breve recensione di Maria Gabriella De Santis



Quando un’amica, una bella penna e un crogiolo di sensibilità … 


La prima qualità che colgo in questa bella raccolta di Angela Caccia è l’eleganza dei versi che si snodano intensi nell’uso amato della parola. Un amore che non si consuma nel puro piacere edonistico, nel gusto estetico che si crogiola in sé ma è greve di significati che tagliano le emozioni, le sensazioni affettive.

Una parola bella eppure densa, pesante di sentimenti, di pensieri crepuscolari all’aurora. Settembre, che chiude l’estate in un sedimento di rimpianti e di promesse, di rielaborazioni emotive, è la figura centrale che raccolgo.
Vibra il sentimento religioso che è anche voce della Madre, le sue “palme aperte” e protese: semeiotica di protezione e di pace che è – forse – una proiezione empatica, da donna a Donna.

Sono poesie calde, in cui conosco l’autrice riconoscendo me stessa; percezioni di pensieri cullati in schizzi di colori, di immagini che inclinano ad un ragionato sogno.

Maria Gabriella De Santis



SETTEMBRE E

  
Ombrelloni chiusi
soldati vinti
rotolati nella sabbia
sbaragliati dalla
prima acquerugiola

dell’estate solo un’aura.

Settembre

e il cielo aveva dimenticato le nuvole
i colori pacati quasi accigliati
la voce sottile delle cose
nello scalpiccio del giorno.

Settembre
e la sveglia non contava i minuti
deragliava da rigorose geometrie
fabbrica di gabbie e di certezze.

Settembre e le persiane calate
sono palpebre socchiuse

tra le ciglia un sogno.