martedì 26 marzo 2013

Forse sorrise



Stabat Mater

e si innalzò una croce
su terra pietrosa e scabra
in occhi liquidi e vuoti

nell’odore di ruggine e di alito
iniziò la tua crocifissione

e dolore
non fu parola capiente al tuo
dolore: la pena per un dio
è pena inenarrabile se figlio.

Stabat Mater

ai pugni chiusi sugli inganni
i rancori gli oltraggi
le tue palme in alto
ancora come ieri

di ieri i suoni del villaggio
sapore di mela dolce
l’ombra odorosa di sera

fu uno strano respiro d’amore
… il cuore allora intese
e forse sorrise.