martedì 22 gennaio 2013

Le Monachelle



“C’era una volta le Monachelle…” così l’incipit di un mio pensiero su questa chiesetta oggi restaurata. Nel virgolettato tutta la doratura delle belle favole, incrostata sui muri scalcinati.

Raccontava i rintocchi di una sola campana, così animosa di domenica; i pavimenti, già da allora gibbosi, dove grandi e piccoli si inciampava; la volta del tetto troppo alta a chi, come me, raggiungeva poco più del metro di altezza; nicchie e statue soffuse di una luce soffice, un raggio a volte s’infiltrava deciso e si faceva nuvola nella penombra; un profumo di vecchio e di buono; all’ esterno i gradini erano consumati dai più anziani, seduti ogni pomeriggio come in anfiteatro.

Dopo i cinquanta, l’infanzia comincia ad avere l’atmosfera sbiadita della favola ed è bello sapere che le Monachelle sono state lo sfondo comune di favole come la mia.

Mi fa male che quella chiesina non dica nulla al giovane che le passa accanto. Lui certo non ne ha colpa, non ha ricevuto in dono la mia stessa nostalgia.
È lei, la nostalgia, che continua a fecondare la bellezza di un luogo. E se c’è lei, nessun tramonto riuscirà a trovarlo.