lunedì 17 dicembre 2012

Gli occhi negli occhi


Qui i miei auguri... a tutti un sereno Buon Natale!

È finita, finalmente è finita …
A ogni doglia la mandibola di un cane mi serrava le carni.
E una fitta si assommava all’altra. E l’ultima urlava sempre più forte.

Attimi di tregua e fissavo stremata il soffitto
… è ancora lì: un raggio obliquo da un feritoia cade sul mio corpo
sembra una corda dal cielo.

Il suo sguardo è su di me, lo avverto,
non ha mai smesso di guardami Giuseppe.
Mi volto, accenna un sorriso, lo smorza, poi lo abbozza ancora.
Sorrido a fatica e lui … si illumina.
Gli sono grata: il dolore vince solo se trafigge di solitudine.



Sono qui sono tornata da una tale pena, vorrei dirgli.
Ho con me la poesia di questo figlio …
lo sfioro con l’indice ed è come toccassi i petali di un papavero.

Il taglio degli occhi, la forma del naso,
il colore delle unghie … tutto riconosco.
Ti ho sognato, sai?!...
Avevi lo stesso sguardo di adesso, di chi ancora non sa di stare al mondo.
Odori di buono, di domani, odori anche tu Dio...

DIO … tre lettere che mi sbalzano lontana da te.
Come crescerti, quando consolarti giocare sgridarti
come vivere con te cosa vivere di te, io sono solo … Maria!

“Il bimbo geme … ha fame”, la sua voce rompe un silenzio di stelle.
Nascondo lo sguardo e i pensieri, ma lui, Giuseppe,
prende il mio volto tra le mani.
Sostano a lungo gli occhi negli occhi: mi ha letto il cuore.

Il bimbo geme, ha fame, ripeto piano. 
Lo adagio in grembo, gli porgo il seno,
la mia pochezza è tra le sue labbra.

Lo cullo. Mi culla. E non tremo più…
Ben venuto al mondo, figlio mio!