lunedì 15 ottobre 2012

Non avrei voluto una prefazione

     
Se è facile capire le spinte che incoraggiano a scrivere, è un mistero la motivazione vera  che invoglia a pubblicare, a  cedere qualcosa di sé, forse la più preziosa, certo la più riservata. 
     I versi sono lacrime che un poeta non ha saputo piangere e sorrisi che ha cercato di imbrigliare, oscillando tra il tentativo di vivere e un grande progetto di vita.

     Ogni prefazione a versi è una chiave di lettura sulla quale influiscono le proprie lacrime e i sorrisi, e segna quasi un percorso obbligato, per molti aspetti, deviante.
     Se è vero che sulla punta della mia penna hanno vibrato emozioni e pensieri, gli stessi, o forse altri, raggiungeranno liberamente il lettore attraverso quella che non è solo la “mia” poesia, ma un luogo comune da condividere - la terra delle emozioni - e la gratificheranno col dono dell’universalità.
(settembre 2004)                                                                     

Angela Caccia

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