martedì 25 settembre 2012

Primo posto al Concorso Insanamente - Rimini


MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ALLA SILLOGE POETICA “BARCHE DI CARTA”

Prima e dopo la fortunata esperienza editoriale con Il canto del silenzio, una raccolta di poesie edita nel 2004 dall’Istituto di Cultura Italiana di Napoli e patrocinata dalla Regione Campania, Angela Caccia, la poetessa di Cutro, ha riscosso altri prestigiosi riconoscimenti in tutta Italia e fuori Italia, Olanda, Irlanda, Francia, Svizzera. Ed è, di questi giorni, l’ennesimo premio alla sua poetica. Infatti alla nuova Edizione del Concorso Letterario “In-sana-mente”, organizzato dalla prestigiosa Fara Editore - che già annovera tra i suoi autori poeti del calibro di Davide Rondoni, Erri De Luca, Claudio Damiani - con la collaborazione dell’Azienda Sanitaria di Rimini e il Lions Club di Cattolica, alla nostra Angela è stato tributato 1° posto per la silloge poetica “ Barche di carta”, raccolta di versi su un preciso tema: il valore della scrittura “come terapia, come elaborazione del disagio, come espressione dialogante, lucida ed anche ironica di affrontare le difficoltà”.

E la cara Angela è riuscita a confermarsi poetessa di gran vaglia perché, in questo concorso letterario, come scrive nella motivazione uno dei membri della giuria, Guido Passini ”è andata alla ricerca di uno stile ipnotico, giocando sulle pause, su alcune metafore inaspettate e su dei contenuti che lasciano al lettore svariate chiavi di lettura. Ho apprezzato molto anche la varietà dei testi e ammetto di essere stato catturato da alcuni versi che avrebbero potuto da soli diventare già una piccola perla”.

Ma al primo premio, per il quale, tra l’altro, la nostra autrice sarà ospite dell’Organizzazione in occasione della cerimonia di premiazione, si è aggiunto un insigne riconoscimento che onora tutti noi: la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Pervenire alla Poesia, per la mia cara amica Angela, è stato un approdo vitale, uno scalo nell’immensità dell’essere. Da bambina a donna, il salto è stato veloce senza che ella si accorgesse, se non in epoca appena matura, di fluire all’unisono con gli umori fluttuanti della vita di provincia. Afferrava ella le varie tappe del vivere comune con sferza satirica, con struggente rimpianto delle cose non avute, non fatte o rimandate. Oggi nella poetessa di Cutro l’analisi tematica diventa più ricca, non solo di contenuti,  offre affreschi paesaggistici di alta valenza, descrizioni, stati di animo, riflessioni. In questo senso posa la mente e raffigura magistralmente la terra madre. Angela Caccia scopre se stessa, scava dentro di sé e in una sorta di tuffo nel passato costruisce la pagine sciolte che invece si raccordano tutte ad un cordone ombelicale personale. Ne vien fuori una verità segreta, sillabata con la parola misuratamente emozionata e colorata da delicate tinte.

È così nella lirica Per il colore del grano contenuta nella silloge premiata. Leggiamola: “Il tuo Dolore, lo sai, non ha un solo volto,/ il marchio di un solo nome, non è uno/ spillo fra tanti a trafiggere le tue notti./…Così, come il contadino,/ dissoderai per sempre la tua terra inquieta/ e solo per un ricordo/… il colore del grano”.

Sfogliando la silloge e fermando un po’ l’attenzione su altri versi, il lettore, l’attento lettore, ricava che le pagine poetiche della Caccia prendono sempre avvio da avvenimenti anche se non eccezionali, a volte semplici e quotidiani, ma quasi tutti si concludono, o meglio restano sospesi, in una dimensione interiore e la poetessa accumula i suoi interrogativi, le sue indagini, senza necessariamente voler approdare ad una conclusione e lascia tanto spazio alle voci segrete dell’intelletto.

Insomma, come motiva Caterina Camporesi, altro membro della giuria del Premio “Insanamente”, Angela Caccia “coinvolge il lettore nel fermento, che la nascita del giorno crea: la parola può solo sfiorarne la potenza. Se la poesia può ricordare e ‘quadrare il cerchio’, tuttavia l' essenza  si trova soprattutto nel ‘silenzio di una rosa’ “.

E già, le espressioni poetiche della Caccia si trasformano in sentimenti, vissuti nello spasimo di un’attrazione quasi soffocante che definisce il canto della poetessa, la sua intensa umanità, il suo modo di immedesimarsi nelle realtà sociali di cui cerca di interpretarne la validità per poter, mediante esse, capire l’uomo. Una poesia che punta all’anima delle cose e degli uomini e seppur nel deserto dell’indifferenza la poesia di Angela è conforto e speranza.
Certamente ripeterò le mie impressioni riportate in una precedente recensione sulla poetica dell’amica Angela, ma non posso esimermi, nel concludere questa nota, dal confermare che la sua poesia risulta, per certi aspetti, alternativa, moderna in un misto di realtà e sogno, i cui versi sono legati indissolubilmente dalla tenerezza espressiva arricchita dalla freschezza dello spirito poetico ed intessuto da una Fede presente e vivace.

Perché tutta la poetica di Angela Caccia, scrive Ardea Montebelli nella motivazione del premio,  è fatta di “versi leggeri, luminosi [che] scandiscono la memoria delle cose ed il continuo riaffiorare degli affetti”.

La cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio “Insanamente” si è svolta nella serata del 29 agosto a Viserba di Rimini nell’ambito della manifestazione “Esportiamoci” alla presenza di autorità politiche e letterarie.

Mimmo Stirparo  (Da Il Crotonese di luglio 2012)