mercoledì 26 settembre 2012

f.to io


Breve o lunga che sia una biografia, c’è il rischio che un troppo o un troppo poco non restituisca le giuste coordinate, non tanto dell’autore, quanto della visione che l’autore ha di sé. Mi perdonerà il lettore se, tenendo ben puntato quell’obiettivo, proseguo a ruota libera e inizio dalla fine di questa presentazione:
f.to IO … e nel pronome includo chi scrive per cercarsi e comunque non si arrende a rimanere una X.

L’ho riletto in un vecchio diario, mi ha intenerito e in fondo quella firma è ancora la mia.

La poesia è tuttora lo specchio che mi rimanda, nel bene e nel male, i miei lineamenti, mi dà la consapevolezza di un ineffabile e chiarifica in qualche modo il resto.  Inoltre scrivere di poesia riesce come a dosare in me un certo disincanto, anche se ne ignoro le dinamiche.

E qui avrei ultimato la mia biografia di scrittrice di versi se la donna non rivendicasse un suo spazio, perché se non è al di sopra va certo al di là della scrittrice. E’il suo mondo di affetti, famiglia e amici di quelli importanti, di pensieri - molti rubati ai grandi, altri che da questi si sono slanciati - che scorrazzano in libertà e inseguono, o si lasciano inseguire da, un’emozione. Altri ruoli insomma che negli anni si sono armonizzati tra loro. E’ la donna che, di fatto, tra vissuto e quotidiano, impasta da sempre la scrittrice (… questo è quanto una X è riuscita, sin ora, a racimolare di sé).

Angela Caccia


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